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Biodiversità a rischio: l’allarme di Legambiente
data 26-10-2011
» Biodiversità a rischio: l’allarme di Legambiente

 Sta destando molta preoccupazione il ritmo di perdita della biodiversità di specie animali e vegetali che è ora da 100 a 1000 volte più veloce rispetto agli standard di normalità. E’ questo l’allarme lanciato da Legambiente al Convegno Terra Futura nell’ambito del Dossier “Biodiversità a rischio 2011”. I dati raccolti e diffuse dall’associazione ambientalista italiana non hanno fatto altro che confermare le rilevazioni della campagna dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), da tempo impegnata a contrastare tutte quelle cause che conducono alla perdita di biodiversità.

Secondo Legambiente il danno derivato dalla perdita di biodiversità non sarà solo di ordine ecologico ma anche economico, di qui l’appello alle istituzioni a porre maggiore attenzione ai cambiamenti climatici che se non saranno gestiti con la dovuta attenzione potrebbero portare entro il 2050 ad una perdita di biodiversità che in termini economici si tradurrà in un -7% del PIL globale.

Ai dati di Legambiente fanno eco quelli della FAO  che ha sottolineato come ormai ben il 60% degli ecosistemi mondiali sono degradati o utilizzati secondo modalità non sostenibili, mentre il 75% degli stock ittici sono troppo sfruttati, o ancora come dal 1990 ad oggi  ci sia stata una perdita del 75% della diversità genetica delle colture a livello mondiale.

Tra i danni non più sanabili c’è sicuramente la perdita del 20% delle barriere coralline tropicali, mentre il 95% delle restati è oggi fortemente a rischio.

In Europa il 17% delle specie e degli habitat e l’11% degli ecosistemi protetti sono in buone condizioni, mentre il 25% degli animali è a grave rischio estinzione. Per quanto concerne l’Italia Legambiente sottolinea come si dovrebbe fare molto di più per proteggere la biodiversità, visto che proprio il nostro paese possiede ben un terzo della biodiversità europea, vale a dire 58mila specie, di cui 55mila invertebrati, 1.812 protozoi e 1.258 vertebrati. Di più si dovrebbe fare anche per la fauna, visto che proprio in Italia c’è circa la metà delle specie vegetali presenti in Europa, ovvero 6.711 specie in totale. 

Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente ha dichiarato:

Nonostante ci sia ancora moltissimo da fare ci sono alcuni segnali incoraggianti che arrivano da progetti specifici realizzati ad esempio nelle Aree Protette che dimostrano il valore e l’efficacia di queste istituzioni per la conservazione della natura e la salvaguardia delle specie a rischio. La tutela dei territori è infatti una strategia efficace per combattere la perdita della biodiversità e non una limitazione degli individui. Gli impegni assunti a Nagoya e la Strategia Europea impegnano il nostro paese ad avere un comportamento più coerente e virtuoso per contenere la perdita di biodiversità. Non bastano solo i proclami ma servono politiche attive per tutelare le specie a rischio come l’orso e soprattutto investimenti finanziari adeguati partendo dalle risorse sulle aree protette che non vanno tagliate ma incrementate”. 

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