
Dal Collega Giovanni Luongo riceviamo e pubblichiamo.
La catastrofe ambientale della BP nel golfo del Messico ha prodotto un notevole interesse verso le energie alternative. Una soluzione, secondo il commissario Europeo all’Energia, Gunther Oettinger, potrebbe essere il progetto Desertec. Il Desertec è un’idea tedesca che potrebbe garantire la fornitura di elettricità ai cittadini europei sfruttando l’energia solare dei deserti del Nord Africa e del Medio Oriente. Secondo il fisico Gerhard Knies, coordinatore del TREC (Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation) “in 6 ore il deserto riceve più energia dal sole di quanta l’umanità ne consuma in un anno”. Basterebbe costruire degli impianti solari termodinamici coprendo una superficie minima di deserto per soddisfare la domanda energetica mondiale pari a 18000 TWh/anno. L’Unione Europea è interessata al progetto poiché si avvicina la scadenza del 2020, quando cioè sarà obbligata a produrre il 20% di energia da fonti rinnovabili. La realizzazione del progetto porterà anche un aumento dell’occupazione nell’area del Magreb, innescando un circolo virtuoso. Alla costruzione di un impianto pilota da 250 MW verrà affiancata la costruzione di dissalatori, di impianti di produzione delle celle solari e di tutta la rete infrastrutturale di trasporto dell’energia elettrica prodotta. A seguire si avrà un sistema integrato di produzione di energia elettrica, di produzione di acqua potabile (particolarmente carente in quelle regioni) e di trasporto di energia non inquinante. Le grandi distanze non sembrano essere un problema in quanto le moderne linee di alta tensione avranno perdite di energia del 3% ogni 1000 Km. Il costo preventivato del progetto ammonterebbe a 450 miliardi di euro e potrebbe essere raggiunto con misure adeguate da parte dei governi, magari riducendo le sovvenzioni alle energie fossili e nucleare. Al consorzio partecipano anche le italiane ENEL Green e Terna. Il progetto operativo non è stato ancora avviato perché in alcuni stati, che diventeranno produttori di energia solare, manca un quadro politico solido a garanzia della sicurezza degli investimenti.