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Centrali nucleari: chiusura in Svizzera entro il 2034
data 18-10-2011
» Centrali nucleari: chiusura in Svizzera entro il 2034

Il Consiglio Federale francese ha deciso la chiusura delle centrali nucleari entro il 2034 con una fase graduale. Attualmente le centrali nucleari operative nel territorio elvetico sono cinque, responsabili della produzione del 40% del fabbisogno di energia elettrica del paese. Il Governo ha disposto che le centrali verranno de commissionate al termine della loro vita operativa e non saranno sostituite dalla costruzione di nuovi impianti. La prima centrale chiuderà i battenti entro il 2019 mentre l’ultima sarà chiusa al massimo entro il 2034. Una decisione davvero storica, della quale colpiscono soprattutto le motivazioni.

Siamo convinti che l’abbandono del nucleare sarà una scelta giusta a lungo termine anche da un punto di vista economico. Il nucleare sta perdendo a poco a poco i vantaggi comparativi, energia meno cara ed assenza di CO2. La molla che ha fatto pendere la bilancia è stato però il gravissimo incidente di Fukushima che ha manifestato in tutta la sua gravità quel rischio residuo che sarebbe intollerabile per la Svizzera con la sua forte densità di popolazione”, ha commentato Doris Leuthard, consigliera federale responsabile dell’ambiente.

Addio quindi alle centrali e messa in atto di un nuovo sistema di approvvigionamento energetico che dovrebbe orientarsi verso un maggior risparmio e verso il potenziamento dell’energia idroelettrica e delle fonti rinnovabili, che in un primo momento dovrebbe privilegiare la produzione di elettricità per mezzo di gas e ciclo combinato. Inizialmente si era anche valutata l’ipotesi di abbandonare immediatamente le centrali ma poi il Governo ellenico ha preferito una exit strategy graduale e meno dispendiosa. In totale la chiusura delle centrali nucleari costerà alla Svizzera dai 1,6 ai 3,2 miliardi di euro, vale a dire quanto sarà necessario per soddisfare il fabbisogno energetico con un potenziamento dell’idroelettrico, delle rinnovabili e delle centrali a gas a ciclo combinato.

Tutte le centrali si trovano nella Svizzera tedesca e la prima ad essere chiusa sarà quella di Beznau ? nel 2019, seguita da quella di Beznau ?? e Muhleberg nel 2022, Gosgen nel 2029 e Leibstadt nel 2034.

Per il momento le reazioni sono contrapposte: circa 20mila persone, che hanno preso parte alle manifestazioni per la chiusura delle centrali, cantano vittoria ed accolgono con favore la decisione del Governo, ma altri sostengono che la decisione è stata presa sull’onda di un sentimento emotivo e non sia quindi stata valutata nella sua realtà.

Nel frattempo l’Unione Europea sembra aver trovato un accordo sui cosiddetti stress test necessari per valutare la sicurezza delle centrali nucleari nei paesi dell’UE, accertandone la capacità a resistere ad incidenti di diversa natura compresi quelli terroristici. Alcuni sollevano dubbi sulla  “qualità” dei test, visto che ad eseguirli, in una prima fase,  non saranno organismi indipendenti ma bensì le stesse società che gestiscono le centrali, mentre in un secondo tempo il controllo passerà nelle mani degli organismi di regolazione nazionale, sebbene la decisione finale toccherà ai singoli Stati.

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