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Escheria coli: i responsabili sono i cetrioli
data 26-10-2011
» Escheria coli: i responsabili sono i cetrioli

 Il batterio Escheria coli continua a seminare il terrore in Germania dove le vittime sono salite a dieci stando ai dati diffusi nelle ultime ore. Proprio il significativo aumento dei decessi e il diffondersi del panico dai cittadini anche al di là dei confini tedeschi, sta portando ad una vera e propria psicosi soprattutto nei confronti dei cetrioli, considerati il principale veicolo del virus. Stando agli ultimi dati diffusi dal Centro Europeo per la prevenzione e il controllo(Ecdc), il batterio avrebbe sino ad oggi infettato più di 270 persone , facendo così annoverare l’epidemia tra quelle più pericolose verificatesi nel suo genere.  Ma il panico cresce anche per i primi casi di infezione verificatisi al di fuori della Germania: 25 sono stati i casi registrati in Svezia, 7 in Danimarca, 3 in Gran Bretagna, 2 in Austria, 1 in Olanda e 1 in Svizzera.
Ma da dove è arrivata l’epidemia?
 
Pare che responsabile della diffusione del virus sia stata una partita di cetrioli provenienti dalla Spagna, stando alle indagini condotte dal Ministero della Salute di Amburgo che ha però voluto sottolineare come i cetrioli non potrebbero essere gli unici responsabili. L’Istituto di Igiene di Amburgo ha infatti portato avanti delle analisi che individuano nei cetrioli il veicolo di diffusione del virus, precisando però come ulteriori accertamenti saranno eseguiti anche su altri prodotti.
 
Nel frattempo l’UE ha invitato tutti coloro che negli ultimi tempi sono stati in Germania a segnalare qualsiasi sintomo che potrebbe essere legato al virus, come ad esempio la dissenteria emorragica.
 
“Per il momento-ha spiegato il portavoce della Sanità, Frederic Vincent- non ci sono elementi che indichino un contagio in altri paesi, ma si stanno esaminando dei casi sospetti in Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi fra persone che hanno viaggiato in Germania nell’ultimo periodo”.
 
Nelle ultime ore, inoltre, la paura si sta diffondendo anche in Francia dove sono stati registrati tre casi sospetti di intossicazione alimentare che potrebbero essere legati al batterio killer, almeno stando alle dichiarazioni delle autorità francesi che hanno riportato casi sintomatici di cittadini che presentavano tutti i sintomi di intossicazione da escheria coli, ovvero diarrea con sangue, crampi addominali, anemia, insufficienza renale e trombocitopenia. 
 
Tuttavia in molti cercano di rassicurare e di impedire, soprattutto, che il panico dilaghi.
 
Coldiretti ha infatti riportato in una nota:
 
''Il panico indiscriminato che si e' diffuso in Germania a causa dell'epidemia del batterio E.coli provocata dal consumo di cetrioli contaminati provenienti dalla Spagna rischia di danneggiare ingiustamente anche l'Italia che ha esportato nel paese del Cancelliere Merkel verdure e legumi per un valore di 460 milioni di euro nel 2010, in aumento del 28 per cento su base annua''. Soprattutto ortaggi diversi dai cetrioli, ma la psicosi che si è diffusa tra i consumatori tedeschi riguarda anche le insalate e le altre verdure crude in mense aziendali, grandi catene di fast-food, supermercati e panetterie dopo che il batterio Ehec, noto con il nome di Escherichia coli, ha provocato morti e centinaia di intossicati''.
 
''In Italia - conclude la Coldiretti - bisogna evitare allarmismi, ma e' consigliabile comunque preferire le ottime produzioni italiane verificando sull'etichetta, obbligatoria per legge, la provenienza dei cetrioli acquistati. L'Italia importa cetrioli e cetriolini dalla Spagna per un quantitativo che ha superato gli 8 milioni di chili nel 2010. La Spagna e' uno dei principali fornitori di alimenti dell'Italia con un valore dell'export che e' stato pari nel 2010 a 3,5 miliardi di euro in aumento del 19 per cento''.

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