
Dopo quanto accaduto in Giappone presso la centrale nucleare “Fukushima Daiichi 1″, si è sentito spesso parlare di una “nube radioattiva” che si sarebbe pian piano spostata dal Giappone giungendo anche in Europa: l’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) segue costantemente l’ evolversi della situazione in atto in Giappone e monitora costantemente le eventuali conseguenze ambientali in Italia.
Di seguito si riportano alcuni estratti tratti dal resoconto (aggiornato al 14 aprile) sull’ “Emergenza nucleare in Giappone” effettuata dall’ ISPRA in merito all’ attuale situazione della radioattività ambientale in Italia:
“Sin dal 12 marzo 2011, l’ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l’andamento di una eventuale presenza di radioattività in aria riconducibile all’incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. È stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell’ ambiente.”
“I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.”
“Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.
I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.”
“Si conferma che, sino ad oggi [14 aprile], la rete automatica di monitoraggio dell’ intensità di dose gamma in aria dell’ ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.”