PORTALE A CURA DELL' ORDINE DEI CHIMICI della campania
Commissione Europea: l'impatto socioeconomico degli OGM in Europa
data 24-04-2011
» Commissione Europea: l'impatto socioeconomico degli OGM in Europa

La direttiva 2001/18 sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) disponeva che la Commissione presentasse, dopo tre anni, una relazione sull'attuazione della direttiva, comprendente una valutazione delle implicazioni socioeconomiche dell'emissione deliberata e dell'immissione in commercio di OGM. I risultati più recenti sono contenuti in un Rapporto appena pubblicato, cui sono pervenuti i dati di tutti i paesi UE tranne Bulgaria e Italia, con in più la Norvegia.

Tra i temi toccati e individuati tramite questionario,
1) Implicazioni economiche e sociali
2) Sostenibilità agronomica
3) Impatto ambientale
4) Altre implicazioni

Dai contributi risulta che solo sette Stati membri hanno esperienze passate o presenti nella coltivazione per scopi commerciali di mais MON 810 resistente ai parassiti (Bt).

Il Rapporto registra una ancora alta incertezza nella definizione degli indicatori di "impatto socio-economico", che stando a molti dovrebbe includere anche aspetti etici o di altro tipo (politiche commerciali, Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, etc). Insomma, mancherebbe ancora il lessico di base. Inoltre, le stesse valutazioni economiche ex-post, quando effettuate, scontano alcune evidenti limitazioni.Le opinioni espresse sono però scarsamente documentate sul piano scientifico e statistico.
Nel documento si riconosce in ogni caso come "Il maggior prezzo delle sementi transgeniche è uno dei determinanti critici del modello di distribuzione del benessere creato dalle colture transgeniche tra i diversi attori della catena "dal seme allo scaffale".

Vai al rapporto completo

CERCA

VIDEO RECENTI

videoCementificio alternativo al termovalorizzatore
Utilizzare il cementificio di Salerno o altri impianti simili per smaltire i rifiuti. L'ipotesi, prevista anche dal piano provinciale sarebbe 90 volte migliore, dal punto di vista ambientale, rispetto ad un termovalorizzatore tradizionale. A sostenerlo uno studio scientifico presentato oggi dalla Cna.
» tutti i video