L'esigenza di tutelare i consumatori dall'acquisto e dall'utilizzo di prodotti non sicuri è nata nel corso degli anni con l'affermarsi di istanze sociali intese a garantire i soggetti più deboli del ciclo economico.
Qualora un consumatore subisca un danno per aver ingerito frammenti di vetro accidentalmente presenti nella bottiglia o per la rottura di quest'ultima durante l'apertura o l'utilizzo, l'attribuire la responsabilità all'imbottigliatore ed eventualmente alla vetreria è un rimedio che non cancella la presenza del difetto e le conseguenze fisiche del danno.
Il legislatore è quindi passato dall'affermazione della responsabilità all'obbligo d'istituire dei sistemi di controllo atti a ridurre al minimo la possibilità di commercializzare un prodotto privo delle condizioni di garanzia e sicurezza convenzionalmente accettabili.
Le stesse norme sulla sicurezza dei prodotti favoriscono una corretta concorrenza tra imprese. La direttiva 2001/95/CEE ha introdotto un obbligo generale di sicurezza per tutti i prodotti immessi sul mercato, forniti o resi disponibili ai consumatori, destinati ai consumatori o suscettibili, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzati dai consumatori anche se non loro specificamente destinati, le sanzioni sono invece stabilite dagli Stati membri.
La direttiva si applica in assenza di una specifica legislazione settoriale.
Nel nostro ordinamento la direttiva 2001/95/CE è stata attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 172 e con il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo).