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Linee guida ISPRA per il monitoraggio dei fitofarmaci nelle acque
data 05-10-2011
» Linee guida ISPRA per il monitoraggio dei fitofarmaci nelle acque

Sono ora disponibili sul sito ISPRA le linee guida “Definizione di liste di priorità per i fitofarmaci nella progettazione del monitoraggio delle acque di cui al D. Lgs 152/2006 e s.m.i.”. Il documento è il prodotto finale dell’attività 2010 del gruppo di lavoro Fitofarmaci del Sistema delle Agenzie ambientali, composto dai rappresentanti delle diverse ARPA-APPA e coordinato da APPA Trento.
Le Linee Guida rappresentano un riferimento di semplice applicazione per chi debba pianificare le attività di monitoraggio delle acque, ai sensi del D. Lgs. 152/2006 s.m.i. attraverso l’analisi delle pressioni e degli impatti, con l’obiettivo di razionalizzare le indagini selezionando quelle sostanze attive che possono rappresentare maggiori rischi di contaminazione per la matrice acqua sul proprio territorio.
Nel Sistema delle Agenzie Ambientali non vi sono criteri condivisi per la pianificazione e la progettazione del monitoraggio delle matrici ambientali.
Armonizzare ed ottimizzare i criteri di monitoraggio delle acque in osservanza degli obblighi normativi, ha rappresentato l’attività del gruppo di lavoro Fitofarmaci per l’anno 2010. La normativa italiana ed europea sulla tutela della risorsa idrica dall’inquinamento include i prodotti fitosanitari (fitofarmaci) fra le sostanze più a rischio per le acque.
Per attuare efficacemente i piani di monitoraggio delle acque ai sensi del D. Lgs. 152/2006 s.m.i. è opportuno adottare strumenti di progettazione che definiscano da un lato le aree a maggior rischio e quindi vulnerabili, dall’altro le sostanze attive da ricercare, selezionate con criteri di priorità che tengano conto del loro potenziale rischio di contaminazione.
I risultati dei pregressi monitoraggi, i dati di utilizzo dei prodotti fitosanitari su scala locale costituiscono una preziosa base informativa che integrata con dati di comportamento ambientale, dati d’uso del suolo e dati colturali, permettono il calcolo di indicatori di pressione e di impatto per progettare un efficace monitoraggio rivolto ai corpi idrici e alle sostanze attive a rischio.

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