a cura di Giovanni Luongo
Il Parlamento europeo, nella seduta plenaria del 16 giugno 2010, ha stabilito che le etichette poste sugli alimenti debbano fornire le informazioni nutrizionali.
In tal modo, nel migliorare la legislazione sulle etichettature alimentari, si garantisce ai consumatori la possibilità di compiere scelte basate su informazioni precise, evitando di creare oneri amministrativi e finanziari eccessivi per l’industria alimentare.
Diventerà quindi obbligatorio indicare sulle etichette le quantità degli elementi nutritivi quali grassi, zuccheri, sale, fibre, proteine e le eventuali sostanze aggiunte.
Verrà estesa l’obbligatorietà di etichettatura sul paese di origine ad alimenti ad unico elemento a cui non veniva fornita (carne, pollame, pesce, prodotti lattiero-caseari, miele, olio d’oliva, etc).
Tale obbligo sarà esteso anche nel caso di prodotti alimentari trasformati, indicando il paese dove l’animale è nato, dove è stato allevato e dove è stato macellato.
E’ stata invece respinta la proposta di introdurre il cosiddetto “metodo a semaforo” che avrebbe introdotto una semplificazione dei profili nutrizionali.
Il chimico quindi continuerà ad assicurare, sia dal punto di vista analitico che con attività di consulenza, le produzioni dell’industria alimentare.